Statua colossale di San Francesco ad Assisi? Un’idea da respingere con la stessa fermezza con cui Francesco abbracciava i lebbrosi

Una statua gigante di San Francesco ad Assisi? No, grazie.

In questi giorni è riemersa la proposta di costruire una statua monumentale di San Francesco, alta circa 21 metri, nei pressi della Rocca Maggiore. Vorrei dire la mia: è un’idea da respingere, per rispetto della storia, dello spirito di Francesco e della bellezza di Assisi.

Perché non è francescano

Chi conosce San Francesco lo sa: lui non avrebbe mai accettato un monumento che lo sovrasti. Era l’umile tra gli umili, l’ultimo tra gli ultimi. La sua forza era la piccolezza scelta con libertà, non il gigantismo. Una statua colossale tradirebbe il suo messaggio più semplice e radicale.

«Quanto costa la statua? Bene: devolvete ai poveri l’equivalente

Me lo immagino rispondere così. Non per provocazione, ma per coerenza con tutta la sua vita: la spoliazione, la fraternità, l’attenzione a chi soffre. Se vogliamo onorarlo, facciamolo con gesti concreti e discreti, non con un simbolo gigantesco.

Perché non è bello (per Assisi)

Anche da non credenti, l’armonia di Assisi è un bene da custodire. Una figura di 21 metri piantata sopra una città medievale è un pugno nell’occhio: altererebbe un profilo urbano unico, riconosciuto nel mondo per misura e silenzio. La bellezza di Assisi è già un monumento corale: pietra, luce, colline, Basilica.

Il dibattito e i vincoli

La proposta—rilanciata da un gruppo di imprenditori locali—ha suscitato forti perplessità pubbliche e sui social. Le istituzioni hanno ricordato che la Rocca Maggiore è un’area delicata e soggetta a vincoli; si ipotizzano eventualmente altre aree, ma l’idea resta controversa e, per molti, fuori luogo.

Nota: proposte simili sono affiorate anche in passato e non hanno trovato sbocco. Non tutto ciò che è “grande” è anche giusto o necessario.

Un omaggio diverso, più fedele a Francesco

Se vogliamo un segno per l’ottocentenario, lavoriamo su ciò che a Francesco stava a cuore: restauro, cura del paesaggio, sostegno ai più fragili, educazione alla pace. Un progetto diffuso, partecipato, capace di generare bellezza condivisa senza occupare il cielo.

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