Il Santuario della Spogliazione: dove Francesco divenne libero
Se c’è un luogo in cui Francesco ha smesso di appartenere a questo mondo ed è diventato davvero figlio di Dio, quel luogo è Santa Maria Maggiore, oggi conosciuta come Santuario della Spogliazione.
Non è il più grande dei santuari di Assisi. Né il più visitato. Ma è uno dei più decisivi. È qui che, secondo le fonti, avvenne uno degli episodi più radicali della sua vita: la spogliazione pubblica davanti al vescovo, al padre e alla città intera.
Un giovane Francesco, fragile ma deciso, si presenta davanti al padre, Pietro di Bernardone, per rinunciare a tutto. Non solo ai beni, ma anche al nome, all’eredità, alla protezione familiare. Si spoglia persino dei vestiti. “D’ora in poi – dice – non dirò più ‘padre mio, Pietro di Bernardone’, ma ‘Padre nostro, che sei nei cieli’.”
Una chiesa dalle radici antiche
Santa Maria Maggiore è una delle chiese più antiche di Assisi. Sorge accanto all’antico foro romano e custodisce sotto le sue fondamenta secoli di storia. Fu la prima cattedrale della città e, fino al XIII secolo, sede vescovile. Il vescovo Guido, amico di Francesco, lo accolse sotto il suo mantello in quel giorno drammatico.
La facciata semplice, in pietra chiara, il campanile romanico e l’abside semicilindrico raccontano ancora oggi la storia di una fede profonda e concreta.
La spogliazione: un gesto che cambiò tutto
Francesco, dopo aver restituito i soldi al padre davanti al vescovo e alla comunità, si tolse i vestiti e li depose ai piedi del genitore. Un gesto di rottura totale con un ordine sociale fondato su ricchezza, onore e discendenza.
Non era una fuga, ma una nascita a nuova vita.
Nel mio libro ricordo quel momento, umiliante in apparenza, difficile da sopportare, ma che fu il più alto della sua libertà. Francesco uscì da quel cortile povero, nudo, ma completamente libero. E da lì, il suo cammino divenne luce per gli altri.
Un luogo oggi più attuale che mai
Nel 2017, papa Francesco ha trasformato questa chiesa nel Santuario della Spogliazione.
Nel presbiterio, una lastra in vetro ricorda l’episodio. Dal 2018, la chiesa custodisce anche il corpo del beato Carlo Acutis, giovane testimone del Vangelo vissuto nell’era digitale.
Cosa vedere oggi al Santuario della Spogliazione
L’interno è sobrio e raccolto. Il presbiterio ospita l’altare in pietra e la lastra commemorativa. Nella cripta si trova la tomba di Carlo Acutis, immersa nel silenzio.
La cappella laterale conserva elementi antichi e resti romani. Nel chiostro adiacente, l’atmosfera è semplice, come se il tempo si fosse fermato.
Il coraggio di spogliarsi
Il Santuario della Spogliazione non è solo memoria di un gesto passato. È un invito ad abbandonare il superfluo e a tornare a una vita piena.
Francesco non divenne santo perché rinunciò ai beni. Lo divenne perché rinunciò a ogni finzione. E in quel gesto, drastico, cominciò la storia che ancora oggi ci parla.
