La Basilica di Santa Chiara: dove riposa la luce della semplicità

È impossibile passeggiare per Assisi e non rimanere colpiti dalla facciata rosata della Basilica di Santa Chiara. Appare luminosa e delicata, quasi fragile, eppure racchiude in sé una forza antica, quella di una giovane donna che decise di lasciare tutto per seguire la via della povertà.

Entrare in questa chiesa è come entrare in una stanza silenziosa, dove l’aria sembra più leggera e ogni passo più lento. Qui riposa Chiara, colei che più di ogni altra comprese Francesco, condividendone la visione radicale, il distacco dalle ricchezze, la scelta dell’essenziale.

✦ Una chiesa nata per custodire una presenza

La Basilica fu costruita tra il 1257 e il 1265, pochi anni dopo la morte di Chiara. Fu realizzata per ospitare il suo corpo, inizialmente sepolto nel piccolo monastero di San Giorgio, dove anche Francesco era stato temporaneamente tumulato prima della costruzione della sua Basilica.

L’architetto Filippo da Campello ne ideò le forme in stile gotico semplice, armonioso, spoglio ma slanciato. Le fasce di pietra bianca e rosata del Subasio le conferiscono quell’aspetto delicato e solenne che oggi incanta i pellegrini.

✦ Il cuore spirituale delle clarisse

Chiara non fu una semplice discepola. Fu la fondatrice di un ordine nuovo, il secondo ramo del francescanesimo: le Clarisse. Donne che, come lei, scelsero il silenzio, la clausura, la condivisione assoluta della povertà evangelica.

Nel mio libro “Francesco d’Assisi: L’uomo che volle cambiare il mondo”, racconto il momento decisivo in cui Chiara, nella notte della Domenica delle Palme del 1211, lasciò la casa paterna per unirsi a Francesco e ai suoi frati. Fu accolta alla Porziuncola, dove si tagliò i capelli e indossò un semplice saio: un gesto simbolico e potentissimo, che segnò l’inizio della sua nuova vita.

Da allora, il cammino di Chiara fu silenzioso, ma ostinato. Anche nei confronti della Chiesa, che per anni esitò a riconoscerle il diritto alla povertà assoluta. Solo nel 1253, poco prima della sua morte, Papa Innocenzo IV le concesse l’approvazione della “Regola di Santa Chiara” – la prima regola scritta da una donna nella storia della Chiesa.

✦ Il Crocifisso che parlò a Francesco

All’interno della Basilica è custodito il celebre Crocifisso di San Damiano, quello che, secondo la tradizione, parlò a Francesco dicendogli: “Va’, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina”.

È lo stesso crocifisso davanti al quale Chiara e le sue sorelle hanno pregato per una vita intera. Guardarlo oggi, in quella cappella laterale, è come tornare all’inizio di tutto: un’immagine che ha generato un cambiamento, una voce che ha scosso due cuori.

✦ Cosa vedere nella Basilica di Santa Chiara

  • Il Crocifisso di San Damiano, oggi conservato in una cappella laterale
  • La cripta con il corpo incorrotto di Santa Chiara, scoperto nel 1850
  • Gli affreschi trecenteschi con episodi della vita della Santa
  • Il chiostro del convento annesso, visitabile in parte
  • Il panorama sulla valle, visibile dalla piazza antistante

✦ Un luogo che parla di luce e mitezza

La Basilica di Santa Chiara è diversa da quella di Francesco. Più piccola, più silenziosa, quasi nascosta. Eppure in quella semplicità si sente forte la voce di una donna che ha creduto fino in fondo nel Vangelo vissuto, incarnato, povero.

👉 Nel mio libro “Francesco d’Assisi: L’uomo che volle cambiare il mondo” racconto Chiara come una presenza luminosa, costante, fedele. Visitare la sua Basilica è come ritrovarla.

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